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Corrispondenze

L'Antitrust mito e realtÓ dei monopoli

Presentazione del libro di Alberto Mingardi


Mar 27 2004 12:00AM - Federica Di Bartolo


(Roma)


Il 25 marzo a Roma si è svolto un convegno su “Antitrust. Mito e realtà dei monopoli” in occasione della presentazione del libro, di Alberto Mingardi, curato dall’Istituto Bruno Leoni, da cui il convegno ha ripreso il titolo. L’edizione è una raccolta di saggi sulle politiche della concorrenza, che mostrano le leggi fondanti ed i difetti del mercato dei monopoli, cercando di far capire al lettore quanto sia necessaria l’esistenza di un tale organo, il cui sviluppo però deve andare di pari passo con le esigenze del mercato. L’antitrust è molto attuale negli ultimi anni e riguarda grandi imprese, come la Microsoft, condannata in questi giorni, poiché secondo la Commissione Europea ha sviluppato un’eccessiva posizione di monopolio.
Nelle 260 pagine di Dossier, presentato all’esecutivo della UE il 31 gennaio si legge che “Windows XP viola la normativa europea in materia di concorrenza, ed in particolare viola l’articolo 82 dei Trattati attraverso una vasta serie di comportamenti anticoncorrenziali”; in sintesi l’inserimento di Media Player all’interno del sistema operativo di Windows secondo l’organo competente, privava sia i produttori di PC sia i consumatori della libertà di scelta. Un caso sui generis, poiché la rete internet supera molto velocemente le vecchie barriere della comunicazione per cui, come fa notare il responsabile economico di “Il Foglio”, Oscar Giannino, è difficile stabilire se abbia o meno infranto i principi base: garantire l’accesso paritario alle strutture della rete. La proposta del Commissario Monti, ossia di mettere in commercio due versioni di Windows una con Media Player e una senza, mostra, secondo il giornalista, la diversa concezione di antitrust che hanno tra loro l’Europa e l’America.
Nel vecchio continente infatti pare vigere “la concezione per cui gli interventi a favore della concorrenza si misurano sugli interessi reali dei concorrenti delle imprese sanzionate; se i concorrenti hanno più o meno il rispetto di un certo numero di facoltà potenziali”. In America invece, ciò che orienta il giudizio delle autorità è quello di capire quale sia il beneficio del consumatore. Della stessa idea è l’On.Benedetto Della Vedova, il quale ritiene che in questo caso non siano stati tutelati i consumatori, ma i concorrenti di Microsoft; senza tener presente che il mondo telematico è in continuo e costante sviluppo per cui è difficile prevedere come si evolverà e cosa succederà in questo settore. Gli stessi esperti non riescono a fare delle previsioni certe, poiché è l’utente che decide e fa sì che un prodotto si imponga o meno. Bill Gates però, a detta dell’ On. (Radicali), è comunque una figura di rilievo nella storia della comunicazione, poiché grazie a lui si è avuta la standardizzazione del sistema telematico e informatico, che ha determinato l’esplosione tecnologica dei nostri giorni.
 
Un‘importante riflessione è introdotta di conseguenza dall’autore del libro, Alberto Mingardi, secondo cui “se un’impresa è un monopolio, dovrebbe alzare i prezzi invece due statisti americani dimostrano che l’ingresso di Microsoft in un determinato mercato ha portato ad un abbassamento dei prezzi”, com’è evidente nel campo della videoscrittura. La richiesta fatta alla Microsoft dal Commissario Europeo, Mario Monti, di rendere pubblico una parte del codice sorgente di Windows solleva secondo lo scrittore, un grande problema sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale, poiché tali codici sono il suo vero ed unico patrimonio, dunque un’informazione riservata che, se resa pubblica, favorirebbe i concorrenti a discapito dell’azienda ora sotto accusa.
 
L’imprenditore, secondo Mingardi, è come un attore creativo che riesce a vendere al minor prezzo lo stesso prodotto: è colui che “si assume i rischi di scelte incerte che valuta possano piacere ai consumatori e chi inventa un prodotto nuovo investe su un qualcosa che valuta possa piacere al mercato, possa rispondere meglio al gusto e alle esigenze dei consumatori”. Emerge chiaramente, quindi, il principio teorico alla base del mercato, ossia che la concorrenza è un processo dinamico ed è soprattutto una gara.

 

 

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