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Un argomento di pressante attualitą

NASCITA VITA MORTE E RESURREZIONE DELLA QUARANTENA

La pandemia ha rispolverato un termine nato a Ragusa in Croazia che non smette di suscitare paure


16/12/2020 - Massimo Iacopi


(Assisi PG)

Dal XX secolo, le quarantene, simboli di barbarie e di ignoranza, godono di cattiva stampa, anche se, in sordina, misure di isolamento, ribattezzate con termini più delicati (come “confinamento”) sono stati ancora introdotti nel caso di epidemie o di malattie contagiose. La Cina ha in effetti, sorpreso il mondo, adottando nel mese di gennaio del 2020 una quarantena gigante a Wuhan, separando il territorio di questa metropoli industriale ed i suoi 11 milioni di abitanti dal resto del mondo, al prezzo di una recessione economica. Ma è a Ragusa (l’attuale Dubrovnik, sulla costa adriatica della Croazia), nel 1383, quindi a Venezia nel 1423 che sono state adottate le prime misure di isolamento sanitario forzato. Si trattava per queste due potenti città marittime di prevenire la peste dal Levante, imponendo alle navi provenienti dalle zone infette, un isolamento di 30 o 40 giorni. Perché questo termine quarantena ? La cifra 40, altamente simbolica (il Diluvio era durato 40 giorni nella Bibbia; Cristo aveva trascorso 40 giorni nel deserto …) suggerisce una parentela fra impurità ed infezione: 40 giorni per la purificazione delle puerpere dopo il parto, per l’uscita dal lutto , ecc.

Il lazzaretto è un invenzione italiana

La struttura base del dispositivo messo in opera per la quarantena era il lazzaretto (il termine era stato utilizzato in precedenza per i lebbrosari), inventato nelle città italiane del XIV secolo. Queste prigioni per passeggeri contagiosi, o supposti tali, vengono istituiti a partire dal XV secolo su tutto il Mediterraneo, spesso un’isola o una penisola. Essi erano supportati da una amministrazione incaricata di verificare i passaporti sanitari dei battelli e dei viaggiatori. I responsabili delle infrastrutture delle città italiane (edili) hanno mobilitato (militarizzato) i medici quando quest’ultimi tendevano a scegliere la via della fuga, secondo il vecchio adagio in caso di peste, cito, longe, tarde (Parti presto, Vai lontano, Torna tardi). Essi hanno già distinto i casi di malattia accertata, ad esempio i pestiferi con bubboni ed i sospetti ed evitato di metterli insieme. Attenzione comunque sia all’anacronismo. In assenza di conoscenze sulla trasmissione microbica, il termine contagio (1), attestato nella letteratura medica antica, designa a quel tempo il contatto corporale o la condivisione di un mezzo ambiente contaminato dai miasmi che proveniva dalle immondizie e dalle acque stagnati o anche dal solo sguardo. I lazzaretti hanno sempre avuto una funesta reputazione a causa dei vincoli e delle terribili condizioni di vita nel confinamento. Con tutti i loro difetti, le quarantene hanno, con ogni probabilità, limitato le catastrofi. In ogni caso, è proprio dalla trasgressione di una quarantena a Marsiglia, nel 1720, da parte dell’equipaggio della Grande Sant’Antonio che è stata introdotta la peste nella città con le sue migliaia di morti come conseguenza. Questa, in effetti, è stata l’ultima peste, storicamente accertata in Europa. Alla fine del XVIII secolo il continente respira. Negli anni che seguono la rivoluzione francese, François Brousset, figura dominante della scuola medica francese, nega il contagio, basandosi sui principi della medicina di Ippocrate e di Galieno. Quello che scatena la malattia è lo squilibrio degli umori (pletora). Una vita sana, pertanto, è la migliore prevenzione contro la malattia. Uno dei suoi discepoli, il dottore Antoine Clot (più conosciuto sotto il nome di Clot Bey 1793-1868) al Cairo, propugna la dieta e lo stoicismo di fronte ai fatalisti ed ai partigiani del contagio. Egli si farà inoculare in pubblico del pus di bubbone pestifero e non ne proverà alcun fastidio. Nel XIX secolo, le quarantene ritrovano, nondimeno, un recupero di attività di fronte ad un nuovo flagello proveniente dall’Asia: il colera. Nel 1893, viene firmata a Dresda una convenzione internazionale sulle quarantene nei confronti dei viaggiatori e delle merci. L’Inghilterra recalcitra di fronte all’embargo sulle merci, a causa del suo vasto impero. Con l’accelerazione dei trasporti, è ormai il pellegrinaggio alla Mecca che preoccupa le grandi potenze. L’immenso lazzaretto di El Tor del Sinai, in Egitto, costruito nel 1898, darà nel 1905 il suo nome alla forma patogena del vibrione colerico che era stato identificato dal dottore Roberto Koch (1843-1910) nel 1893 a Calcutta. La vecchia controversia fra partigiani del contagio e dell’infezione attraverso il mezzo ambiente si spegne con la scoperta dei microbi. Il germe, prima del virus, viene a costituire il legame fra il contagio interumano e l’infezione. La durata della quarantena viene ormai regolata e ridotta, in funzione della sopravvivenza del microbo nell’organismo, a partire dal momento in cui si viene a disporre di esami microscopici che costituiscono la prova della malattia. Oggi la medicina moderna, promuovendo “l’isolamento comunitario” presso il domicilio, associato ad una stretta sorveglianza medica due volte al giorno, non solo cancella una terminologia angosciante, ma instaura un nuovo ordine razionale, che si basa su una migliore conoscenza dei parametri biologici, come il tempo di incubazione della malattia e della contagiosità e sul rispetto del consenso degli interessati. Questo isolamento è stato sperimentato in occasione dell’epidemia di Ebola, nell’Africa dell’Ovest nel 2014. Ma, quando la quarantena concerne una intera regione e quasi un continente intero, essa, a quel punto, può ritornarsi contro sé stessa: come si può mantenere inattiva una città intera e si possono gestire i minimi spostamenti di persone?... Una realtà già percepita nel corso del passato, ma di cui l’episodio attuale del corona virus fornisce un esempio su scena mondiale, seguito quotidianamente da tutto il pianeta in stato di allarme. Ci si potrebbe augurare, d’altronde, che una mobilitazione simile si possa operare intorno ad altri conflitti/fenomeni che devastano il mondo di oggi (la fame, l’ambiente). Anche in questo caso l’epidemia deve inevitabilmente fare ricorso al … moralista.

NOTA

(1) Contagio, deriva dal latino contagio che risulta dall’unione di due termini cum (con) ed un derivato del radicale di tangere (toccare), sinonimo di contatto. Il termine designa nella letteratura medica antica la trasmissione di una malattia per contatto corporale. Poi, per estensione, i danni di una malattia a prescindere dal suo meccanismo di trasmissione (diretto, da un individuo all’altro per mezzo di liquidi organici o indiretto, attraverso il mezzo aereo ambiente).


 

 

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