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IL CAZZOTTO DEL PAPA ED ALTRE AMENITA'

      

   

Religione

 Registrazione Tribunale di Rieti n. 5 del 07/11/2002

 

 

Articolo di:

C. SARCIA'


La liberazione milionaria delle due cooperanti avvolte nel burqa.

 

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QUESTI DECAPITANO LA GENTE COL TEMPERINO


Facciamo il punto sul terrorismo e dintorni

IL CAZZOTTO DEL PAPA ED ALTRE AMENITA'

La liberazione milionaria delle due cooperanti avvolte nel burqa.

(Roma, 15/01/2015)

La prima notizia del giorno è che i servizi segreti italiani, di concerto con la Farnesina in persona del suo legale rappresentante pro tempore, il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, a quanto si mormora, hanno pagato ai terroristi dell’ISIS in Siria (?) la bellezza di 12, diconsi dodici, milioni di euro provenienti dalla Casse dello Stato italiano, per la “liberazione” di quelle due cosiddette cooperanti, che abbiamo ammirato avvolte nelle bandiere degli Stati partecipanti al Festival delle Primavere Arabe, come fossero un abito da cerimonia, fattesi imprudentemente “sequestrare” il 31 luglio 2014 in una zona imprecisata della Siria: al secolo, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli. La Farnesina smentisce che sia stato pagato un riscatto, quindi si tratterebbe di una bufala. In realtà si aggiunge che, essendo stata la cosa trattata dai servizi di sicurezza, non trapelerà mai nulla di come siano andate effettivamente le cose. Per fortuna c'è il CoPaSiR che chiarirà, speriamo, le modalità del rilascio. Certo è difficile immaginare che dei terroristi sequestratori come quelli che si vedono quotidianamente in TV lascino ritornare in patria due ragazze tenute sotto sequestro per oltre cinque mesi, dicendo loro: “Scusate, ci siamo sbagliati. Per favore non voletecene. Anzi, consideratesi amici e tornate quando vi pare.” Ma sarà poi vero che sono state sequestrate? Il papà di una delle sedicenti cooperanti, intervistato in più occasioni, è apparso sempre contento e giulivo, fiducioso, che “qualcosa” si stesse muovendo. Mai un singhiozzo, mai un appello disperato. Facciamo finta che la notizia del riscatto sia vera. Perché proprio 12 milioni e non 10 o 15? O ci sono 2 milioni in più o ce ne sono 3 in meno. Il riscatto cash non è come il prezzo di un autoveicolo usato, che si calcola sull’anno di fabbricazione, sulle caratteristiche e sullo stato d’uso. Il riscatto, da che mondo è mondo, è sempre stato una cifra tonda. Tonda in senso aristotelico, pitagorico ed euclideo. Inoltre sia nel Mediterraneo che in Occidente le somme di quel tipo vengono pensate secondo il sistema decimale inventato dai Romani, 5, 10, 15, 20. Tra l’altro i numeri li hanno inventati gli Arabi. Il numero 12 (milioni di euro) sarebbe stato più verosimile in un contesto anglosassone, dove la dozzina è davvero un punto fermo nel costume e nella storia numerologica di quelle popolazioni (12 scellini per una sterlina, 12 pollici per un piede, ecc.). Ma in questa vicenda avvolta dal mistero, un po’ mediterranea e un po’ balcanica, di anglosassone non c’è proprio nulla. Quindi non si spiega come mai la trattativa per il riscatto si sia conclusa a quel livello inusuale e ingombrante. Del resto non è neanche possibile fare commenti sulle circostanze in cui si è verificata tutta la vicenda fin dall’inizio. Appare però alquanto strano che il sequestro delle due discole ragazzine sia avvenuto a qualche centinaio di metri da dove l’ISIS non fa sconti a nessuno e dove i nuovi boja decapitano i sequestrati senza alcuna pietà, come fossero agnelli, diffondendo ai quattro venti i filmati delle esecuzioni. Stranamente, in questo solo ed unico caso, l’ISIS avrebbe accettato un riscatto che in fondo, se vogliamo, è un riscattino di spiccioli, se paragonato alla straordinaria paura che incutono i volti di quei boja barbuti senza Dio, senza Patria e senza Famiglia. Miracoli della capacità di trattativa italiana? E l’intermediario chi sarebbe? E’ infatti da escludere che la trattativa sia stata condotta dagli agenti italiani direttamente coi barbudos della muerte, altrimenti  sai quante teste di agenti segreti sarebbero rotolate sulle sabbie del confine Siriano? A qualcuno sicuramente è nota l’identità dell’intermediario. Speriamo sia nota anche al Garante della Trasparenza degli Atti della Pubblica Amministrazione. E comunque notorio che gli intermediari non lavorano gratis. Nessun commento comunque circa l’opportunità del baratto in sé. Sia permesso soltanto pensare alla tanta, implacabile fermezza nel rifiutare il baratto sulla vita di Moro ed alla tanta melliflua lascivia nel realizzare  il baratto di due discole pollastrelle che, al posto dei genitori, avrei tenuto a casa a forza di sculacciate.

La seconda notizia del giorno è che Papa Francesco I, intervistato ieri sull’aereo mentre era in viaggio per raggiungere Sri Lanka e Filippine, richiesto di dare un parere sulla “reazione” dei terroristi di Alqaida contro i vignettisti del periodico satirico francese “Charlie Hebdo”, abbia praticamente ammesso di essere solidale coi terroristi che hanno massacrato tutte quelle persone nei tre giorni di paura vissuti dalla Francia, giustificandola con il semplice fatto che “Non si devono offendere le religioni…” e che “Se il Signor Gasbarri offende mia madre gli do un pugno in faccia…”, addirittura mimando il gesto di un uppercut al mento del malcapitato presunto offenditore. Andando oltre le parole, che possono a volte essere mal dette o mal comprese, rimane il gesto del “cazzotto” del Papa. Un gesto di inequivocabile significato che non può essere certamente frainteso. Forse bisognerebbe cominciare a domandarsi chi è questo Papa, che cosa pensa e che cosa vuole. Già una volta ho avuto modo di dissociarmi dalle sue estemporaneità. Mi riferisco a quella fugace visita a Lampedusa, madre di danni incalcolabili provocati all'Italia, all'Europa ed a migliaia di fuggiaschi. Ricordo quei fiori gettati sulle onde del mare in onore degli emigranti clandestini naufragati e soprattutto quell’imperativo, molto simile al “Pentitevi!..” urlato ai mafiosi agrigentini da Papa Karol Wojtyla il 9 maggio 1993 nella Valle dei Templi, quel “Vergognatevi!..” che non si è mai capito a chi fosse diretto, se all’Europa, se agli scafisti, se ai capi delle forze belligeranti in Medioriente, o se all’ecumenico Ministro degli Interni italiano Angelino Alfano, sempre pronto a soddisfare i desideri del Venerabile di turno. Ne sa qualcosa il Dottor Giuseppe Procaccini. Abbiamo poi visto che la visita del Papa a Lampedusa, in Provincia di Agrigento, l’8 luglio 2013, fece rapidamente il giro del mondo e poco dopo le fece seguito la ghiotta notizia dell’Operazione Mare Nostrum messa in moto dal Ministro Alfano dopo il solenne rimprovero del Papa. Operazione che, tirate le somme, oggi può “vantare” al suo “attivo” (sic!...) un incredibile arricchimento degli scafisti/traghettatori, altre migliaia di morti affogati, una quantità surreale di nuovi sbarcati e tanti, tantissimi soldi, finiti in buona parte, a quanto si mormora, nelle tasche delle cooperative rosse nate come funghi in tutto il territorio nazionale.

Rimane però irrisolto un grosso interrogativo: che sia la Provincia di Agrigento ad essere sfigata? Se no, come si spiega che ogni Papa che arriva ad Agrigento  fa un bel cazziatone urbi et orbi e chi s'è visto s'è visto? Ma se è così, perché dopo il terremoto del gennaio 1968 nella Valle del Belice non venne nessun Papa nell’Agrigentino per confortare i superstiti ed onorare i poveri morti schiacciati sotto le pietre delle catapecchie fatiscenti di Montevago e Gibellina? Viaggiare, viaggiava Paolo VI. La notte di Natale del 1968 si recò a Taranto e celebrò la messa di mezzanotte nelle acciaierie dell'Italsider. E’ evidente che nella Pastorale Vaticana ci sono priorità e priorità. Però non voglio pensare che i Papi vadano ad Agrigento soltanto per i morti di mafia e per i morti da annegamento stranieri e clandestini, ben consapevoli della precarietà di quei viaggi. Ma dopo circa 50 anni credo sia giunta l’ora che un Papa vada ad Agrigento, a Montevago, a Gibellina, davanti alle baracche dei superstiti di un’odissea che non è mai terminata, e con un megafono da qualche migliaio di decibell urli in Mondovisione  “Vergognatevi… Pentitevi… Convertitevi…”, questa volta rivolgendosi ai politici di ora, di allora e di sempre, così almeno vedremo cosa proporrà il Ministro dell’Interno Angelino Alfano al Governo. Magari un’eutanasia collettiva in Piazza Montecitorio.


 

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