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LA DINASTIA DEI TAITTINGER E LO CHAMPAGNE DI REIMS

      

   

Vini-Sommelier

 Registrazione Tribunale di Rieti n. 5 del 07/11/2002

 

 

Articolo di ricerca di:

Massimo Iacopi


Dalla Lorena a Reims per diventare produttori di Champagne

 

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PIERRE ALEXADRE TAITTINGER


Una Ricerca sulle Origini dello Champagne

LA DINASTIA DEI TAITTINGER E LO CHAMPAGNE DI REIMS

Dalla Lorena a Reims per diventare produttori di Champagne

(Assisi PG, 14/05/2017)

Nella città dell’incoronazione dei re, dove Dom Perignon ha inventato lo Champagne, una famiglia lorenese si trasferisce a Reims per legare il suo nome ad uno dei marchi più prestigiosi dello Champagne

Chiunque visiti la città di Reims non può che constatare l’impatto della guerra su questa città della Marna. La maggior parte degli edifici sono il frutto di due grandiose andate di ricostruzione: una dopo ogni guerra mondiale. Qualche edificio degli anni 1960, si affianca all’architettura degli anni 1920, geometrica e fiorita secondo le regole dell’Art deco. Per cacciare questa strana impressione - come se la storia di Reims fosse iniziata dal 1918 - la sontuosa cattedrale di Notre Dame, capolavoro gotico, si erge, fiera della sua impronta medievale. Testimonio edificante delle sofferenze della città, le cicatrici lasciate dagli scoppi delle granate sui suoi muri. E’ proprio nel periodo fra le due guerre che il primo Taittinger, Pierre Alexandre (1887-1965), viene a stabilirsi nella regione e nel 1932 egli lascia Parigi, dove risulta molto impegnato nella politica. Bonapartista, orientato a destra, egli ha fondato qualche anno prima (1924) la Gioventù Patriota (1), un movimento estremista ed anticomunista vicino alla Croce di Fuoco (2) e ad Action francese (3). Soldato e quindi Capitano nella Grande Guerra, l’uomo combatte sui fronti della Champagne e nonostante il suo stato di desolazione, la regione colpisce l’animo del nostro personaggio, che sente nel suo profondo anche la possibilità di costruirsi una fortuna. Pierre vuole lanciarsi nella produzione dello champagne, ma sa che questo prodotto di lusso è indissolubilmente legato all’immaginario collettivo alla nozione di patrimonio e di tradizioni locali. Da parigino, inurbatosi di recente nella capitale, egli si domanda come potrebbe costruirsi un posto nella storia della Champagne. Per attaccare il nome di Taittinger alla regione, egli trova la soluzione: acquistare il patrimonio locale. Egli investe nel Castello de la Marquetterie, ad Epernay, una bella dimora circondata da vigneti, a pochi da Reims. Nello stesso tempo, egli acquista una costruzione del XIII secolo, dimora dei Conti di Champagne, che fa restaurare. Come sede della sua impresa egli la stabilisce nel posto dell’antica Abbazia di S. Nicasio. Qui, nel XIII secolo, esisteva una grande abbazia dive i monaci benedettini già producevano vino. Da allora le cantine sono rimaste le stesse. Ci si perde nei corridoi a volte di pietra cretacea ed in quel luogo una vecchia cappella o una piccola nicchia, che ospita la statua di S. Giovanni Battista, patrono delle cantine, richiamano la presenza dei monaci. Se ci si addentra in questo labirinto, si sbocca all’improvviso su delle vaste sale scavate nella roccia. Ci si trova nelle miniere di creta romane che risalgono al IV secolo, poiché Reims, prima di diventare Durocortorum, era conosciuta per il suo ricco suolo cretaceo, con il quale si costruivano le case. Per estrarre la creta senza rischi di crolli, i Romani scavavano inizialmente un piccolo foro, che poi allargavano, mano a mano che essi avanzavano in profondità. Fra i tunnel nella zona cretacea e le cantine medievali si può contare un percorso di circa 4 chilometri. Ci sono decine di case di campagna a Reims e nei suoi dintorni con una cantina privata e si può così immaginare la gruviera di gallerie che esiste sotto la città.

Una terra fertile e tranquilla

Ed è dunque su questo tesoro che Taittinger costruisce il suo impero. L’abbazia di S. Nicasio, distrutta durante la Rivoluzione, lascia oggi il posto alla sede dell’impresa, sola costruzione moderna fra i beni dei Taittinger. A qualche chilometro, se si entra verso il centro città, si trova la casa di Conti di Champagne. Questo edificio, che è stato la residenza di Tebaldo (Thibaut) o Teobaldo IV di Champagne, primo re di Navarra detto il Trovatore (1201-1253 a Pamplona), accoglieva i nobili della regione durante i loro spostamenti a Reims, specialmente in occasione delle incoronazioni. In effetti, a partire da Luigi il Pio (778-840), tutti i re francesi sono stati incornati nella cattedrale di Notre Dame. La casa dei conti, posta in una stradina a poca distanza dalla Cattedrale, presenta una larga facciata aperta da una serie di finestre ogivali. In una delle due vaste sale che ne compongono l’interno fa bella mostra di sé una camino rinascimentale, poco coerente il resto. Esso è stato recuperato nelle rovine di una casa vicina dopo i bombardamenti della Grande Guerra. Non restava allora gran cosa di tutto il quartiere ed il notevole stato della dimora attuale è un fatto sorprendente. La prima Guerra Mondiale è stata il grande trauma degli abitanti di Reims. Distrutta per l’80% la città non si risolleverà mai completamente ed è attraverso questo paesaggio di desolazione che Pierre Taittinger scopre la regione, pur immaginando quello che potrà essere alla fine del conflitto: una terra fertile e tranquilla. Di passaggio ad Epernay con la sua unità, egli scopre il castello della Marquetterie. Questa costruzione del XVIII secolo apparteneva allo scrittore Jacques Cazotte (1719-1792), prima di accogliere, secoli più tardi, i generali Edouard de Castelnau, visconte di Curieres de Castelnau (1851-1944) e Joseph Joffre (1852-1931) in piena preparazione dell’offensiva della Champagne. Passeggiando per le vaste sale del castello si possono immaginare i due militari cenare frugalmente (senza dimenticare il bicchiere di champagne, di rigore nella regione) e discutere sulla migliore strategia da adottare per salvare la Francia. Questa immagine deve certamente aver balenato nella testa di Pierre, quando nel 1932 acquista il castello. Pierre è dunque il precursore. Tuttavia è con suo figlio François Taittinger che la casa inizia veramente il suo sviluppo. Suo padre, troppo occupato dalla politica, ritorna a Parigi. Per assumere il testimone sul campo egli invia la generazione seguente e molto rapidamente la società che porta ancora il nome di Forest-Fourneaux inizia ad espandersi. Ma, arriva nuovamente la guerra. Durante l’offensiva dei Tedeschi nel 1940, il secondo figlio di Pierre, Michel Taittinger, tenta a rischio della sua vita di difendere un ponte sulla Senna, nei pressi di Troyes. Due anni più tardi, a Reims, François prepara la sua vendetta. Nel territorio occupato, le bottiglie di champagne vengono requisite dai Tedeschi che approfittano delle buone cose. Taittinger ed altre marche della Champagne organizzano la resistenza a livello locale. Per preservare la produzione migliore, essi rifilano all’occupante le bottiglie meno pregiate. La leggenda parla persino di vino avvelenato, che non sembra trovare conferme. In ogni caso, François sfugge di poco alla pena capitale … e la cosa più divertente sarà suo fratello Jean che una ventina di anni più tardi che, nella funzione di Sindaco della città, presenzierà alla riconciliazione franco-tedesca fra Charles De Gaulle (1890-1970) e Konrad Adenauer (1876-1967).

La bella addormentata si sveglia

Al termine della guerra, François Taittinger si concentra sugli affari, mentre il prezzo dello champagne scende ed i viticultori tentano di vendere a qualsiasi prezzo le loro terre, egli acquista nuove parcelle di terreno viticolo ed è proprio, all’incirca in questo periodo, che egli fa il passo decisivo in avanti: egli abbandona il nome Forest-Fourneaux per apporre sulle sue bottiglie quello di Taittinger. Con questo semplice gesto, egli trasforma questa impresa in una marca familiare, dinastica. Molto rapidamente, la casa inizia a vendere all’estero ed incontra un forte successo negli USA e quindi in Africa ed in Asia. Nel decennio seguente, le vendite esplodono. Nel 1957, la casa lancia la sua produzione di prestigio, quella dei Conti di Champagne e con questo evento ottiene la consacrazione come marchio del lusso anche nel film di James Bond, “Dalla Russia con amore”. Da parte sua, Jean Taittinger, il quarto figlio di Pierre si è aggregato alla casa da qualche anno, ma evidenzia da subito maggiore interesse verso la vita locale  che alle finanze della sua impresa. Molto presto egli si separa da suo fratello e si lancia nella politica. Dopo il loro trasferimento a Reims, nel 1932, i Taittinger si sono imposti nell’universo dello champagne e con Jean entrano nel paesaggio politico, mettendosi in evidenza. Dopo la seconda Guerra Mondiale, Reims viene soprannominata la “bella Addormentata” ed il suo sviluppo risulta stagnante. A 36 anni, Jean diventa deputato, quindi Sindaco di Reims. Per 18 anni, la durata del suo mandato, egli si adopra per risvegliare la città. Fa costruire l’università una autostrada, case popolari, un gran centro ospedaliero, infrastrutture moderne e pratiche per rilanciare l’economia.

Chagall, lascia o raddoppia

Gli anni passano, i Taittinger prosperano, quando un dramma scuote la famiglia: François muore in un incidente di vettura nel 1960. Jean viene richiamato al suo seguito, ma la politica ha il sopravvento. A quel punto sarà suo fratello Claude Taittinger a prendere il testimonio Una decisione che consente a Jean di approfittare del suo grande momento, due anni più tardi. Nel 1962, nel momento della riconciliazione franco tedesca, il generale Charles De Gaulle ed il cancelliere Konrad Adenauer scelgono Reims, che ha tanto sofferto dalla guerra e dove la Germania nazista ha firmato la sua capitolazione il 7 maggio 1945, come il luogo simbolico della pace fra i due paesi. E sarà Jean Taittinger che accoglie le due personalità e la cerimonia resterà come un’ora di gloria per la città e per … la famiglia Taittinger. Fedele all’attaccamento familiare per l’arte e la storia, Jean sovraintende allo sviluppo dell’offerta culturale della città. Egli si adopera anche per il restauro della Cattedrale, usurata dagli anni di guerra e da un nuovo male:l’inquinamento. Negli anni 1970, è ancora lui che lotta in favore dell’installazione delle vetrate di Marc Chagall (Mark Sakarovic Shagal 1887-1985) a Notre Dame. Un capolavoro che non riscuote il favore ed il gusto di tutti. Jean si impegna a toglierle nel corso dei successivi 10 anni se gli abitanti della città rimangono refrattari alla novità, ma, evidentemente, dieci anni più tardi queste vetrate sono diventate un motivo di fierezza per gli abitanti. Se Jean, in quanto sindaco, ha una influenza considerevole, la famiglia Taittinger nel suo insieme conduce una importante politica di mecenatismo. La cattedrale, specialmente, deve loro il finanziamento di diversi restauri. Come l’afferma Claude Taittinger: “il mecenate, non sempre disinteressato, può forse trovare miglior teatro alla sua gloria che la casa di Dio ?” Lui stesso ha firmato nel 2004 un grosso assegno per la statua del Beau Dieu. Da 20 anni, Pierre Emmanuel Taittinger, il figlio di Jean, lavora nella casa dello champagne, dove scala tranquillamente tutti i livelli. Sebbene oggi egli ne sia il presidente, poco è mancato che potesse fallire a raggiungere questo obiettivo. L’anno 2005 segna una svolta inattesa nella cronaca familiare. Senza preavviso e contro la sua volontà, i suoi fratelli e sorelle decidono di vendere l’azienda di famiglia. La maggioranza è per la vendita e la casa Taittinger viene acquistata dalla compagnia americana Starwood Capital. Il lotto comprende diversi beni immobiliari come anche la casa di champagne, che gli Americani, poco interessati al vino, rivendono nel giro di qualche mese. Questo è allora il grande momento di Pierre Emmanuel che riacquista l’impresa, non senza difficoltà. Per perpetuare la tradizione, Pierre Emmanuel chiama i suoi figli Clovis e Vitalie a lavorare a suo fianco e ben presto ricevere il testimone.

NOTE

(1) Le Gioventù Patriote (JP) sono state create nel 1924 dal deputato bonapartista  Pierre Taittinger nel contesto della vecchia Lega dei Patrioti, dai quali si distaccano nel 1926. Il 1924 é un grande anno di agitazioni delle leghe nazionaliste in Francia per reazione alla vittoria elettorale del Cartello delle sinistre, ma anche dell’insieme delle forza di destra come lo testimoniano la fondazione della Lega repubblicana nazionale da parte di Alexandre Millerand (1850-1943). Una parte dei suoi quadri e dei suoi aderenti vecchi combattenti proviene dalla Lega dei Capi di Sezione Le JP hanno poca profondità ideologica (essi vogliono un regime forte piuttosto che veramente fascista) ma rivestono un ruolo importante  nella storia dell’estrema destra francese, in quanto numerosi responsabili dell’estrema destra degli ani 1930-40 hanno passato almeno un periodo nei suoi ranghi;

(2) L'associazione delle Croix-de-Feu (Croci di fuoco) ou Association des combattants de l'avant et des blessés de guerre cités pour action d'éclat (1927-1936) era una lega di vecchi combattenti nazionalisti francesi, diretti dal colonnello François de La Rocque (1885-1946). L'associazione delle Croix-de-Feu viene disciolta nel 1936, dando vita al Partito social nazionalista francese (1936-1940), il più grande partito de massa della destra francese.

(3) L’Action française, spesso designata sotto l’acronimo AF, è allo stesso tempo una scuola di pensiero ed un movimento politico nazionalista e monarchico di estrema destra che si è sviluppato principalmente nella prima metà del XX secolo in Francia. Fondato nel 1898 da Henri Vaugeois (1864-1916) e Maurice Pujo (1872-1955) su una posizione anti Dreyfus, l’Action diventa monarchica per l’influenza di Charles Maurras (1868-1952) e della sua dottrina del nationalismo intégrale, detto anche « maurassismo ». In tal modo, l’AF, strutturata prima di tutto da una ideologia nationalista ed antisémita, passata da una rétorica répubblicana, a posizioni contro-rivolutionarie, antirepubblicane ed anti-individualiste, sul fondo del positivismo e del trasformismo. Dopo la seconda Guerra mondiale, sotto l’impulso di Pierre Boutang (1916-1998), conosciuto come continuatore delle idee di Charles Maurras, secondo una prospettiva di fenomenologia, il movimento abbandona progressivamente, a partire dal 1955 ogni atteggiamento antisemita. Da allora il movimento rivendica una monarchia tradizionale, ereditaria, antiparlamentare e decentralizzata.


Massimo Iacopi

 

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