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GLI ORFANI DI PANNELLA

      

   

Editoriali

 Registrazione Tribunale di Rieti n. 5 del 07/11/2002

 

 

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C. SARCIA'


Un anno di celebrazioni e di esaltazioni di un personaggio odiato in vita e osannato da morto.

 

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SE AUMENTA LA DISOCCUPAZIONE CALANO LE NASCITE


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GLI ORFANI DI PANNELLA

Un anno di celebrazioni e di esaltazioni di un personaggio odiato in vita e osannato da morto.

(Sant'Elena nell'Umbria RI, 23/06/2017)

Gli Orfani di Pannella, i Radicali, da quando, or  è un anno, è morto il personaggio, non fanno trascorrere un solo giorno senza indire convegni, celebrare giornate, illustrare motti, libri, discorsi e prese di posizione storiche di questo personaggio che definire particolare sembrerebbe riduttivo. Oggi si fa di tutto per dimostrare che l’uomo Pannella era dotato di una intelligenza superiore, che la persona possedeva una caratura da statista, che l’individuo avrebbe meritato molta più considerazione quando era in vita di quanta ne stia ottenendo oggi che non c’è più. Non solo Radio Radicale destina ore e ore della giornata lavorativa per mandare in onda discorsi, interviste e narrazioni, ma anche altre Radio di cultura, come ad esempio Radio Cusano, ma non solo. Oggi osannato dai più, ieri da molti, anzi da tutti, criticato, isolato, escluso dalla RAI, trattato più da fenomeno da baraccone che da politico acuto. Ciò malgrado, questo strano personaggio è riuscito a condizionare per decenni la massa imbelle che ci ha governato. Più che imbelle, direi…”in tutt’altra faccende affaccendata…”. In effetti a loro interessava che non fosse “disturbato il manovratore”, quindi all’occorrenza amavano schierarsi con il “nuovo che avanza”. Era un’occasione per apparire moderni, difensori dei diritti civili, quel tanto di mangiapreti e quel pizzico di socialisteggianti, una miscelanza che comunque li manteneva sotto le tonache vaticane e nel contempo li affratellava al popolo della sinistra. Erano i tempi in cui i Radicali, stranamente, invece di preoccuparsi del lavoro che diminuiva, delle fabbriche che chiudevano, della scuola che non formava, della sanità che non funzionava, dei collegamenti  mai chiariti tra politici rimasti pressocchè sconosciuti e mafie, servizi deviati, banche italo-americane-vaticane,  scendevano in piazza, protestavano e organizzavano digiuni per rendere libero l’aborto, per adottare il divorzio, per liberalizzare le droghe, per autorizzare i matrimoni tra omosessuali e per consentire l’eutanasia. Come se fossero queste le necessità primarie di un popolo. Facendo un bilancio, gli orfani di Pannella possono oggi esibire i traguardi che dal Dopoguerra in poi è riuscito a conseguire il loro padre fondatore, capo di una sparuta minoranza, quella radicale, eppure temuto fustigatore dei difetti della classe politica italiana e stratega infallibile nello sfruttare il loro disappunto. E’  infatti inspiegabile che una sparuta minoranza ribelle e schizofrenica, neanche rappresentata in Parlamento, sia riuscita a condizionare governanti e parlamentari e ad influenzare leggi e regolamenti fino a fare adottare norme e principi di cultura prevalentemente nordica in un Paese mediterraneo come il nostro la cui gente, estremamente aperta ed accogliente, in buona parte bigotta, legata alla famiglia e alle tradizioni mediterranee, non ha nulla a che vedere con il Nord dell’Europa, costituito da individui dal carattere freddo, a volte crudele, influenzato dall’educazione luterana e controriformista, calvinista ed anglicana. Tutto ciò è stato possibile, oltre che per la calcolata convenienza del sopraccitato “manovratore”, anche dall’infelice progetto europeista coltivato dai “padri” ideatori dell'Europa Unita, da Altiero Spinelli in poi, che alla luce dei risuktati odierni possiamo definire nient’altro che sognatori, poco e niente realistici, animati da rigurgiti post bellici, forse romanzati, e da inclinazioni pacifiste favoleggiate nella prigionia. Del sogno europeo si era cibato il programma devastante di Pannella. Secondo il capo radicale, per fare un esempio, se non si fosse consentito agli omosessuali di sposasi, saremmo apparsi arretrati davanti all’Europa. E così via discorrendo e farneticando: Morta l’Europa? Viva l’Europa.  Il progetto europeo fin dalle origini apparve alquanto impraticabile agli Stati, specie a quelli che avevano “vinto” la Seconda Guerra mondiale e che avevano per secoli dominato gran parte delle terre emerse. Un progetto impossibile da realizzare, perché nessuno Stato aveva intenzione di cedere ad altri Stati, considerati da secoli nemici, la propria sovranità. Ma l’ingordigia di una astuta minoranza, composta da finanzieri, banchieri, speculatori, investitori, scommettitori, incontra casualmente alcuni soggetti che è poco definire “cretini”, i quali aderiscono ad un fantasioso progetto  senza capo né coda, senza neanche consultare il popolo sovrano (questo, purtroppo, nel rispetto di una costituzione esageratamente inquinata da concetti tratti dal socialismo dell'URSS, resi apparentemente digeribili da spunti cattolicheggianti),  a partecipare a questa bojata pazzesca che si è rivelata l'Unione Europea. Un cappio al collo di milioni di cittadini inconsapevoli, non  in grado di comprendere o decidere cose di questo genere.  Ecco perché coloro che ci hanno governato ed hanno realizzato questa tagliola, possono essere considerati a ragione traditori e nemici del popolo. Eppure costoro, pace all’anima di quelli che ormai sono morti, continuano ad essere intervistati da giornali e TV e perseverano nell’elogiare il loro stesso operato ed a prefigurare chimere e fantasticherie senza un minimo di costrutto realistico, facendo finta di non accorgersi che ormai abbiamo raggiunto il fondo. L’Europa si è finalmente rivelata per quello che è: Un’organizzazione stupida per cretini integrali. Per affermare senza tema di essere smentiti che di cretini si tratta, è sufficiente osservare gli spostamenti mensili tra Bruxelles e Strasburgo che gli organismi costituenti si sono condannati a fare “in eterno” con al seguito segretari, consulenti , macchinari e casse, casse, casse di documenti, bozze, proposte e disegni, come in un  Girone dell’Inferno dantesco. Amen. Si può essere più cretini di così?... E questo “movimento  perpetuo” si ripete ogni mese per mantenere-difendere, non si sa poi quale principio imperialista ideato da nazioni che non intendono smetterla di sentirsi superiori alle altre nazioni (non dimentichiamo la famosa protesta francese della sedia vuota). Se non bastasse, possiamo sfogliare insieme l’album fotografico delle comparsate britanniche: “Entro in Europa, ma non adotto la moneta, perché voglio continuare a guidare a sinistra delle strade, non mi piace il sistema metrico decimale, non voglio rinunciare alla yarda, alla sterlina, alla libra,  alla pinta, alla nina e alla santamaria; anzi, sai che ti dico? Me ne vado proprio dall’Europa, faccio la Brexit,  la faccio “quando lo dico io…” e non pago neanche i debiti”.  E l’Europa cosa fa? Adotta come lingua ufficiale la lingua inglese. Gli Inglesi ci sputano in faccia e noi adottiamo la loro lingua. Fosse solo per mandarli !a quel paese”.. lo capirei. Ecco il quadro realistico di quello che ci hanno propinato, di come siamo combinati e di dove stiamo andando: A RAMENGO!.... E intanto gli Orfani di Pannella cosa fanno? Celebrano il sommo sacerdote scomparso, anche loro senza più sapere dove andare e cosa dire di nuovo. Di Pannella ce n’è uno solo. Se i Radicali rimasti sono tutti come Giachetti, che è bastata una modesta ed incapace  “grillina” per annientarlo, le prospettive dei Radicali sono avvero modeste. E meno male!... Sennò questi ci portano allo sfacelo completo. Agli Orfani di Pannella ancora oggi interessano soltanto argomenti, secondo il loro modo di vedere la società e la vita, di massima civiltà (sic!...): la droga, l’eutanasia, l’aborto, i matrimoni tra omosessuali e il divorzio. Se veramente importasse loro la difesa dei diritti, dei veri diritti, quelli del popolo, di tutto il popolo, non di quelle cosiddette minoranze che il politicamente corretto ha fatto assurgere a condizionatori della nazione, avrebbero fatto il botto elettorale e forse governerebbero il Paese. Per una nazione le cose importanti da sanare sono: la mancanza di lavoro, la dissoluzione della famiglia, la scuola che non insegna e non forma, la sanità negata, i giovani allo sbando, la scarsa natalità. La scarsa natalità dipende massimamente dall'altissimo e vergognoso tasso di disoccupazione. La sopravvivenza delle creature, che vengono quotidianamente abortite con il determinante contributo della Bonino e di Pannella, contribuirebbe ad alzarla questa benedetta natalità. Le statistiche incrociate tra disoccupazione e natalità mostrano infatti due curve cartesiane perfettamente opposte: aumenta la disoccupazione e calano le nascite; viceversa, diminuisce la disoccupazione e aumentano le nascite. Eppure questa particolare specie di difensori dei diritti delle minoranze (anche i feti sono una minoranza da difendere, ma i Radicali non la considerano tale) preferisce esaltare, difendere e promuovere la pratica dell’aborto. Invece quei nascituri, anche se non desiderate ed ora condannati a morte, potrebbero essere portati a compimento e dati in adozione alle famiglie che sono costrette dalla legislazione italiana sulle adozioni, questa si intoccabile, ad andare a comprarsi i figli in Bielorussia e in Romania. Le vicende storiche vissute da Pannella rimarranno pressoché vive ancora per anni. Tutto cambia, lo dice anche Lavoysier, ma i Radicali non cambiano mai. Semmai litigano, si dividono, vanno ai congressi sempre meno numerosi, ognuno dice la sua e nessuno è d’accordo con l’altro. Per fortuna, con queste prospettive, possiamo considerare il movimento radicale più che defunto. Con buona pace di Pannella, cui davvero non cale più alcunché di quello che faranno i suoi Orfani.


 

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