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I TRATTATI SONO PEZZI DI CARTA

      

   

Editoriali

 Registrazione Tribunale di Rieti n. 5 del 07/11/2002

 

 

Commento di:

C. SARCIA'


E la Germania continua a decidere insieme alla Francia il destino degli Italiani.

 

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UNA SIMPATICA ALLEGORIA DELLA MERKEL


L’ Europa non finisce mai di fare i conti con la Storia.

I TRATTATI SONO PEZZI DI CARTA

E la Germania continua a decidere insieme alla Francia il destino degli Italiani.

(Rieti Centro Italia, 02/02/2018)

Malgrado tutto quello che ci ha insegnato la Storia dell’Europa, c’è da chiedesi come ci si possa fidare ancora dei Tedeschi. Un popolo, quello tedesco, che non si rassegna mai ad essere uguale agli altri popoli. Loro devono dominare il mondo. O lo fanno coi carri armati, oppure con l’industria, la finanza e l’economia. In questo quadro, il testamento spirituale di Hitler è terrificante: “L’ultimo carro armato a marciare sul mondo sarà un carro armato tedesco”. E dei Francesi, ci si può fidare?... Beh!... Se dovessimo dirla tutta, neanche dei Francesi ci si può fidare. Hanno ereditato nel DNA la patologia della grandeur che all’inizio fu monarchica, poi con Napoleone Bonaparte divenne imperiale ed infine con de Gaulle divenne repubblicana. Era dunque naturale che dalle frequentazioni tra questi due “molossi” (non colossi), tra alti e bassi, nascesse un flirt duraturo, più che altro sostenuto dalla comune sete di dominio e dalla consapevolezza che nessun altro Stato, oltre loro, possiede le caratteristiche necessarie per esercitare il dominio (la chiamano leadership) sugli stati europei. Più avanza la recessione in Europa, più Germania e Francia fanno quadrato. Contro chi?... Contro l’Europa ed a favore loro. Un’Europa condannata  dalla Storia, al pari dell’Italia, a rimanere un’espressione geografica, quindi un terreno fertile per subire il predominio industriale, economico e finanziario dell’Asse franco-tedesco. E magari i danni inflitti da Germania e Francia a questi Stati fossero soltanto di natura industriale, economica e finanziaria!... Perché, oltre che indebolire tendenzialmente i comparti della ricchezza degli Stati membri, l’Asse franco-tedesco rende marginali ed effimeri tutti i comparti della convivenza civile, che sotto la guida interessata delle due nazioni leader non riescono a fare passi avanti; così la sicurezza interna, l’efficienza difensiva, il funzionamento della giustizia, la struttura familiare, il relativismo religioso e l’ateismo (lo chiamano laicismo), l’istruzione, il lavoro e il welfare, ansimano e si deteriorano sotto l’oppressione dei loro diktat. Persino i  servizi segreti, le Polizie e le Magistrature collaborano solo formalmente. La realtà non soddisfa infatti alcuna esigenza per cui lo scambio di notizie sensibili, l’attività investigativa, persino le rogatorie, soffrono della mancanza di collaborazione, di supporto, di scambio, di confronto. Perché avviene tutto questo?... Semplice. Francia e Germania si oppongono proditoriamente acché si realizzi l’unione politica e territoriale degli Stati europei mediante una confederazione sul modello USA. Vi si oppongono unicamente per soddisfare quella loro superiorità ideologica, quella loro sete di dominio mai sazia, mai tollerante, mai solidale, che anima governanti e popolo di questi due Stati, dominatori per mestiere. Due Stati che, dopo gli avvenimenti che si sono verificati al loro interno nel corso della seconda guerra mondiale e dopo, fino a giungere all’implosione dell’URSS, hanno rappresentato e rappresentano, insieme all’Inghilterra che adesso sembra essersi defilata (sembra), un ostacolo insuperabile per il conseguimento del progresso comune europeo e della stabilità politica interna ed internazionale. La Comunità Europea, attraverso l’adozione della moneta unica che ha coinvolto anche l’Italia in un gioco al massacro di cui si vedono già le avvisaglie, è ormai vieppiù lontana dal divenire una confederazione di Stati, di popoli governati da un unico Governo federale e obbedienti ad una sola Costituzione (alla faccia di Altiero Spinelli e Compagni). Moneta unica governata da marpioni (tedeschi soprattutto), che ha esautorato progressivamente gli Stati membri ponendoli in una condizione di sudditanza che investe ormai tutti i poteri interni delle nazioni europee. La chiave di tutto risiede nelle firme apposte sui Trattati e nel conseguente potere affidato agli Organismi della Comunità, di emanare regole, di imporre sanzioni, di mandare ispezioni, di manovrare lo spread dei titoli nazionali degli stati (com’è già avvenuto con l’Italia di Berlusconi), di imporre limiti alle produzioni ed alle esportazioni, di vietare l’introduzione dei dazi, di consentire l’afflusso di merci a basso costo che affossano le imprese nazionali e persino di ribaltare o meno le sentenze civili, penali ed amministrative delle Corti di Cassazione e dei Consigli di Stato con procedimenti talvolta ad personam (sono anni che attendiamo la sentenza sulla vicenda del Presidente di uno dei maggiori partiti italiani, Berlusconi). Tutto ciò è avvenuto con il sapiente sventolio di vessilli antifascisti (mai anticomunisti!...), peraltro ormai stinti dal tempo inutilmente trascorso, dalle intemperie politiche e dalla scomparsa dei contemporanei dell’epoca. Vessilli che hanno agitato lo spauracchio del nazi-fascismo e della guerra ed incrementato le Giornate della memoria a senso unico, perché i morti che contano devono essere sempre Ebrei. Gli altri morti non hanno diritto di essere “memorizzati” perché devono essere obliati, dimenticati e definitivamente sotterrati. La Spagna di Franco, pacificata dal Caudillo con anche la restaurazione della Monarchia, non ha insegnato nulla. E’ stato, approfittando di questi vessilli, che i “burattinai” europei hanno sapientemente mortificato l’orgoglio ed il libero arbitrio degli Stati membri, ad eccezione naturalmente della Francia, della Germania e dell’Inghilterra (che, tra l’altro, si è smarcata in tempo con la Brexit), diffondendo “sentimenti” di diffidenza ed antagonismo che non hanno nulla di umano, ma appaiono sempre più il prodotto di una natura metallica e computerizzata, privi cioè di umanità e di buonsenso. Soprattutto costituiti da finto buonismo e falsa tolleranza verso quei popoli, ora allo sbando (africani e mediorientali) che furono oggetto del loro dominio e che dopo il crollo dell’equilibrio tra i due blocchi USA e URSS, hanno alzato la testa ponendo in essere politiche di invasione dei territori europei i cui popoli sono a torto mo a ragione ritenuti  “colpevoli “ della loro miseria. Costoro infatti non hanno alcun timore a divulgare lo slogan che sostiene questa che ormai appare un’invasione, anche ai buonisti italiani ed europei: “Vi invaderemo con le vostre leggi e vi sottometteremo con le nostre”. Leggi, le loro, arcaiche e crudeli, basate sul Corano e sui costumi tribali. Non sono più un mistero le falle in materia di sicurezza interna degli Stati europei e le carenze di fiducia nei rapporti tra governo e cittadini. Questa Europa, dacché è stata fondata, non fa che girare attorno ai capricci della Francia e della Germania. Già quando riuscirono (troppo facilmente) ad attirarci nel tranello dell’Euro, si doveva capire che il nostro Governo aveva rinunciato ad esercitare la propria sovranità nazionale interna ed estera e soprattutto ad ogni potere in fatto di politica economica e finanziaria. E financo l’industria e il lavoro d’impresa ne avrebbero risentito, visto che  l'adozione dell'Euro aveva causato un impoverimento strutturale irreversibile, il fallimento progressivo delle imprese, la crescita abnorme della disoccupazione e la fuga all’estero di imprese, capitali e cervelli. L’Inghilterra, i cui governanti non sono certo delle aquile, queste cose le aveva capite così bene tanto che si è rifiutata di adottare l’Euro e si è mantenuta ben salda la sovranità sulla Sterlina. Ovviamente queste cose possono capirle soltanto i Sovrani di uno Stato monarchico, educati fin dalla tenera età a governare i propri sudditi ed a favorire il benessere del Regno, non Prodi e Ciampi che di Monarchia non sanno nulla. Della Monarchia loro (chi ancora vive) ricordano soltanto l’abdicazione di Vittorio Emanuele III in favore del Figlio, strategicamente esercitata per amor di Patria, non, come sostengono loro,  per fuggire dalle proprie responsabilità (lo dicono gli storici). Nessun processo fu infatti mai instaurato contro i Regnanti italiani. Semmai furono mandati in esilio per mezzo di un Referendum il cui esito è ancora contestato e le cui schede furono subito bruciate per impedirne il controllo. Quando si dice la democrazia!... Figuriamoci se gli Inglesi, così compassati e riflessivi, dopo aver praticamente dominato il mondo per secoli, si facevano fregare dalla Germania e dalla Francia, come si sono fatti fregare i nostri “paladini” dalle terga scoperte. La Francia, tra l’altro, dal punto di vista della stabilità economica e finanziaria, stava male più o meno come l’Italia. Ma siccome, per consuetudine,  tra cani francesi e cani tedeschi non si mozzicano, i banchieri gestori della malvagia operazione, dopo essersi appropriati del potere monetario degli Stati che avevano aderito, hanno conservato intatto il valore delle loro monete ed affossato il nostro. Il risultato è stato una corsa tra svantaggiati ed avvantaggiati. Chi credete che possa vincerla?... . L’Italia è eternamente guidata da “tontoloni” che si trovano sempre al posto sbagliato nel momento giusto. Il dimezzamento del potere d’acquisto della Lira, degli gli stipendi, delle pensioni e dei risparmi ed il dimezzamento del valore del mercato immobiliare e delle aziende private e di Stato, fu definito da Prodi “un affare”:  “Lavoreremo un giorno di meno e guadagneremo un giorno di più”. Un ridicolo adagio che non significa nulla e che anzi dimostra quale sia il livello di competenza, di conoscenza e di responsabilità di chi ci ha trascinato in questo baratro. Senza dimenticare che a monte di tutto c’è la famosa Costituzione “più bella del mondo”, nella quale scrissero (i Padri) che in politica estera decidono i “rappresentanti del popolo, non il popolo e che quindi non si possono indire referendum su affari di politica internazionale”. A parte il fatto che in Italia non si rispettano neanche  i referendum di politica nazionale (il destino dei referendum sull’abolizione del finanziamento ai partiti e del Ministero dell’agricoltura lo insegnano). L’Inghilterra che intelligentemente si era lasciate le mani libere, appena si è accorta che i suoi sospetti erano più che fondarti, ha fatto un bel referendum ed ha avviato le procedure per l’uscita da questa maledetta situazione. Invece noi che siamo furbi ci siamo fatti legare mani e piedi  e ci siamo fatti raddoppiare i prezzi al consumo e oltre non possiamo andare. Cosa dire dei Tedeschi? Loro “governavano” già l’Europa attraverso il famoso ECU, la moneta virtuale che veniva adoperata per pareggiare la bilancia dei pagamenti tra gli Stati europei. L’avevano anche “governata” in occasione dell’unificazione delle due Germanie, scaricandocene i costi attraverso le contribuzioni solidali, di cui tra l’altro continuano a beneficiare in tanti, tranne noi, condannati dal buonismo dei nostri governanti  ad elargire piuttosto che prendere. Ora, dico io, è possibile fidarsi di nazioni come la Germania e la Francia? Io dico NO!... I nostri invece hanno detto SI, ed ora ci troviamo con le pezze al culo per colpa di codesti personaggetti, qualcuno passato a miglior vita ed  altri che si affannano addirittura per tornare a galla, con quelle loro inossidabili facce di bronzo. Francia e Germania, ciascuna a suo modo, hanno fin dalle origini tirato i lacci di questa storia. Sorrette dalla disciplina sociale dei loro cittadini e dalle loro  Costituzioni, elaborate realmente all’insegna dei valori di “libertà, uguaglianza e fraternità”. L’Italia dal 1948 in poi è stata invece governata con lo spauracchio del nazifascismo (li chiamano tuttora valori) e da una Costituzione partorita dal sordido compromesso tra partito comunista italiano e democrazia cristiana. Della Francia si ricorda la tattica della sedia vuota. Allorché non era d’accordo, per interessi strettamente nazionali, su materie afferenti la produzione agricola (latte, vino) o altro, si assentava dai consessi ove si cercava di regolare i rapporti tra gli Stati membri  nel rispetto delle esigenze di ciascuno, fino a che non si fosse giunti alle conclusioni auspicate da loro. Nel frattempo i nostri, paghi di sentirsi pari tra i “grandi”, che poi non era così, si facevano infinocchiare e al ritorno snocciolavano vittorie inesistenti e tacevano sulle sconfitte e sulle fregature portate a casa. In effetti ci capivano poco e quel poco che capivano non lo sapevano neanche raccontare ai giornalisti, figuriamoci al Governo e al Parlamento che, essendo Collegi, non ci capiscono nulla per vocazione costituzionale. Della Germania, cosa dire? Sempre a combattere con il surplus di produzione, in barba a tutti i trattati. Non solo produce ed esporta oltre la misura massima consentita, ma non viene neanche sanzionata. Ogni giorno ne scopriamo una nuova sulle “novità tedesche” che vanno emergendo: la truffa delle centraline di controllo dei fumi nelle auto della Volkswagen ed ora lo scandalo dei  test sui gas di scarico effettuati su cavie umane. Una questione ancora tutta da chiarire. Del resto, con lo schieramento di Tedeschi che governano le istituzioni europee, la Germania se ne impipa di sanzionare sé stessa. Invece, là dove si vuol ciò che si puote, si preferisce sanzionare l’Italia, la quale, oltre ai copiosi versamenti a fondo perduto che ha accettato di fare all’Europa, continua ad pagare milioni e milioni di Euro in sanzioni. Vuoi per le carceri, piene al 50% di stranieri che nessuno riesce ad impacchettare e mandare ai paesi di origine, vuoi per le sentenze che condannano innocenti e per le ingiuste detenzioni (Contrada e Compagni), alla fine l’Alta Corte Europea annulla le sentenze e condanna l’Italia a risarcire i soggetti perseguitati dalla Giustizia (anzi dell'Ingiustizia) italiana ed a pagare multe salate all’Europa medesima. E’ di questi giorni la ripresa dei contatti tra Macron e Merkel per rilanciare l’Asse franco-tedesco che è stato per decenni lo spauracchio dell’Europa. Ricordo che già negli Anni ‘60 venne costituito il primo embrione di Esercito europeo con la Brigata franco-tedesca. Esperimento che rimase tale perché non si parlò mai (nessuno lo chiese, nessuno lo pretese) di coinvolgere nel progetto le altre nazioni europee, per realizzare una Grande Unità di combattimento europea sotto un unico comando. Perché? Semplice. Innanzitutto perché la Germania e la Francia pretendono di stare alle leve di comando da sole, senza “ragazzini” tra i piedi che facciano loro perdere tempo e denaro (buono l’adagio: stai zitto e lasciami lavorare). Poi, per esorcizzare la paura di alquanto improbabili conflitti armati, rimanendo con le mani libere di reagire anche contro i loro vicini che siamo noi. Se si realizzasse l’unione politica e militare fra gli Stati europei, i Governi federali eserciterebbero il loro potere indistintamente su tutti i cittadini europei (italiani, tedeschi, francesi, ecc.). Ma questo non è lo scopo delle due nazioni dominatrici. Non lo sarebbe stato  neanche per lo Stato Monarchico di Gran Bretagna. Altrimenti si sarebbe approvata la famosa Costituzione Europea, redatta tra il 2002 e il 2007 da Valéry Giscard d’Estaing (coadiuvato da Giuliano Amato e da Jean-Luc Dehaenne). Costituzione che ufficialmente non fu approvata perchè sarebbe mancato l’accordo sull’inserimento nel testo delle “comuni radici cristiano-giudaiche” dei popoli europei, fortemente sollecitato da Papa Giovanni Paolo II. In realtà, chi non volle la Costituzione europea furono la laica Francia e la protestante Germania. La prima, ossessionata dalla storica “grandeur” ormai cavalcata con nonschalance da Macron. La seconda, perchè forte di un popolo con tre palmi di puzza sotto al naso, governato da leaders politici abituati dalla storia ad imporre agli altri la loro forte personalità, la loro caoacità di affrontare e risolvere le crisi (lo si è visto durante la riunificazione delle due germanie) e la loro situazione economica ed industriale di alto profilo. La Francia, malgrado abbia decapitato il suo Sovrano ed esiliato il suo Imperatore, non ha mai smesso di considerarsi un Impero. Ne fa fede il rituale dell’Eliseo, rimasto pressoché invariato dai tempi di Napoleone. Oggi un Impero economico che, grazie alle sapienti manovre dei governanti di Strasburgo, Bruxelles e  Lussemburgo, si regge, insieme a quello del IV Reich della Merkel, sulle disastrata economie degli Stati indebitati fino al collo come l’Italia. L’Italia ha inoltre i problema di essere uno Stato di frontiera, con chilometri e chilometri di coste attraverso cui trafilano migliaia e migliaia di giovanotti che, tutti impettiti, entrano “di spighetto”, come dicono i Napoletani e, una volta entrati, si sistemano, si allòcano, si allargano e cominciano ad alzare la voce, a pretendere, a protestare. Protestano, distruggono, rubano, spacciano, feriscono, stuprano, uccidono e squartano. Vogliono essere mantenuti da noi perché sanno che il Papa li difende, la Charitas li cerca, Alfano ne ha fatto un affare di Stato oltre che di elettorato, le ONG nazionali e nautiche ci campano, le COOP del PD ne hanno fatto un “impieghificio” da convertire, passasse lo ius soli, in un “votificio”. E intanto il debito aumenta. Colpa della flessibilità elargita da un’Europa che fu tanto severa con Berlusconi (neanche con Monti e Letta fu generosa) e che adesso è diventata di manica larga con Renzi e Gentiloni. Misteri europei. Il nostro problema principale è infatti il debito pubblico. Un debito astronomico, lievitato con Renzi di oltre 400 miliardi di Euro. Bruscolini (regalini pre elettorali). Tanto, non li pagheranno né Renzi, né Gentiloni.  Li pagheranno le future generazioni a colpi di “lacrime e sangue”. Più aumenta il nostro debito, più cresce la nostra soggezione e dipendenza dall’Europa e più diminuisce la nostra sovranità. Tanto, Francia e Germania sanno benissimo che sul prossimo Governo potranno esercitare forti pressioni e pretendere altri sacrifici dagli Italiani, che serviranno a condurre definitivamente l’Italia al fallimento. Francia e Germania, non potendo, almeno si spera, conquistare i territori europei manu militari con i carri armati e le occupazioni territoriali, si sono coalizzate per conquistarla con i Trattati europei e coi bilanci nazionali in rosso perpetuo. In Europa si producono soltanto provvedimenti che per contratto gli Stati membri devono rispettare. Provvedimenti che privilegiano esclusivamente Francia e Germania, sulle tecnologie, sull’agro alimentare, sul farmaceutico, sull’industria, sui gioielli di famiglia (compagnie aeree, banche, colossi industriali, fabbriche specializzate) e che colpiscono i Paesi poveri come il nostro che finora è stato governato da dilettanti col pallino fisso: “Intanto mi faccio gli affari miei.. poi se ne parla…”. L’asse franco-tedesco comunque non si smonta.  A volte è governato dalla Francia, a volte dalla Germania, a seconda del potere contrattuale dei rispettivi capi di Stato. Con Sarkozì e Hollande ha governato spavaldamente la Merkel. Adesso, dopo il largo consenso ottenuto da Macron e l’indebolimento elettorale della Merkel, sembrerebbe che lo scettro europeo si stia trasferendo nelle mani della Francia. Macron, esaltato dal virus della “grandeur” alla de Gaulle, viaggia, incontra, promette, sorvola, offende, minaccia. Grandi abbracci e poderosi “Vaffa”, sempre a testa alta e sempre con l’anziana “assistente” attaccata alle costole. Come si fa a fidarsi ancora della Francia?... E della Germania?... Per secoli queste due nazioni hanno esercitato il mestiere dei conquistatori e dei dominatori. La Francia in particolare possiede ancora colonie e controlla “Stati liberi” come fossero sue colonie. Ha ancora una Legione Straniera ben addestrata e pronta per essere lanciata su qualsiasi obiettivo remunerativo. Noi invece, ci facciamo rappresentare da mezze cartucce, sempre ossequienti, sempre chine, sempre votate al baciamano, arrendevoli, poco accorte, alla ricerca del sefie più che del risultato concreto e incapaci di elaborare le notizie, le impressioni, i fatti, per poi comportarsi di conseguenza. Il tormentone dei capi di Governo italiani, da Monti in poi, che promettevano in TV di andare in Europa a “battere i pugni sul tavolo”, per aiutare le famiglie che “non arrivavano alla fine del mese” e per “uscire dal tunnel” in fondo al quale scorgevano, solo loro, un “lumicino”, compresi i danni che ne sono derivati, è stato per adesso accantonato e sostituito da slogan, fatue promesse, sempre nuovi litigi di partito e soprattutto rancore tra avversari politici. In conclusione, nel secolo scorso abbiamo avuto modo di constatare quanto contassero i Trattati per la Germania di Hitler (dopo aver invaso la Polonia ed essersela divisa con Stalin, definì i trattati “pezzi di carta”). Anche oggi ci sarebbero Trattati da rispettare, ma li rispetta solo l’Italia. Anche per l’Europa i trattati sono pezzi di carta e molti degli Stati membri se ne impipano dei Trattati e ognuno fa come meglio gli aggrada. Schengen non lo rispetta più nessuno. Molti Stati membri hanno chiuso le frontiere e gli Africani che arrivano in Italia diretti in Europa, sono costretti a rimanere in Italia, con quello che comporta per loro, ma soprattutto per noi. Dublino serve quindi a riempire l’Italia di Africani. L’elenco per materia sarebbe lunghissimo, ma la morale è sempre la stessa: “I Trattati sono pezzi di carta“ e l’Europa continuerà ad essere “pilotata” dall’Asse franco-tedesco. Il secolo scorso, coi carri armati, oggi con l’oppressione finanziaria sul debito pubblico, con il surplus industriale, con la globalizzazione che strozza l’economia ed a seguire, con le acquisizione bancarie, aeree, industriali e delle telecomunicazioni. L’obiettivo finale?... La riduzione dei popoli europei in povertà, non mediante l'oppressione militare nazista, ma attraverso il controllo e l’affossamento delle economie nazionali, la riduzione dei popoli in miseria, la soppressione della cultura, l’induzione all’abbandono dei confini della Patria, l’occupazione e la colonizzazione dei territori. Capisco l’atteggiamento di Macron nei confronti dell’Italia: egli non fa altro che perpetuare il regime di scarsa considerazione verso i nostri governanti osservato dai suoi predecessori. Infatti non è cambiato nulla rispetto al 2011: se la rideva di noi Sarkozi, ha continuato a ridersela Hollande ed ora continua a ridersela Macron il quale, contestualmente, persegue tenacemente accordi di ferro, alleanze indissolubili, assi privilegiati e blocchi d’acciaio con la Merkel, mentre sarebbe più logico che questi patti li stringesse con l'Italia e con gli altri Stati: tutti uniti contro il pericolo tedesco. il fatto che la Merkel sia uscita molto indebolita dalle ultime consultazioni elettorali, ha stimolato in Macron l'idea di dover lui assumere la guida della Comunità Europea, ostentando quella  “grandeursans culottes che nel momento storico che sta attraversando il mondo, dovrebbe apparire piuttosto anacronistica e datata. Tuttavia Macron sembra essere sordo ai richiami che provengono dagli Stati più provati dalla crisi, dal malgoverno e dal debito eccessivo accumulato ed invece di unirsi ai “compagni di viaggio” meno fortunati, scalcia per allontanare lo spettro tedesco nel tentativo di esercitare in Europa un ruolo politico determinante, anche sulla stessa Germania. La Merkel ha governato la Germania per tre legislature riscuotendo vasto consenso nel suo Paese. Cosa facile in Germania, essendo i Tedeschi un popolo di automi, educati alla rigida legge della sferza, legati da sempre alla loro nazionalità, alle loro tradizioni nordiche ed al costume del dominio. Nelle famiglie tedesche, nelle scuole, nelle fabbriche, negli enti pubblici, ogni Tedesco sa perfettamente chi comanda, chi dà gli ordini e chi deve eseguirli. Ogni Tedesco sa perfettamente che contravvenendo alle leggi, alle regole, anche a quelle familiari, o scolastiche, o semplicemente a quelle del lavoro, andrà sicuramente incontro a severe sanzioni, poiché in Germania vige la certezza della gerarchia, della pena e del dovere e né i Giudici, né i funzionari pubblici, nè i dirigenti aziendali fanno sconti di sorta. Il pressappochismo italiano, le scorciatoie, le elusioni sono pratiche sconosciute in Germania. Per questo motivo il popolo tedesco paga le tasse, assiste i poveri, gli anziani e i malati, non butta le cicche per terra, non abbandona gli animali, non porta i cani a defecare sui marciapiedi, non deposita rifiuti organici, frigoriferi e amianto lungo le strade, nelle periferie, lungo gli argini dei fiumi e non sversa liquidi industriali nelle acque pubbliche. Se le falde acquifere tedesche sono inquinate, se i prodotti agricoli e caseari contengono calcio e carbonio radioattivi, lo si deve a cause esterne (Cernòbil ed altri incidenti simili) non all’inciviltà dei suoi cittadini. Per questo le città tedesche sono sempre pulite, il traffico è regolare, i trasporti funzionano in modo esemplare e la Polizia è sempre presente dove è necessario. Per questo sulle autostrade tedesche tutti possono andare alla velocità che desiderano. Sennò perché costruire potenti automobili BMV, Mercedes e Volkswagen, se poi non se ne possono sfruttarne le potenzialità e se chi le acquista è obbligato ad andare a 90, 110 e 130 km/h?... Le strade tedesche non sono, come in Italia, disseminate di cartelli fasulli che annunciano severi controlli elettronici della velocità, mentre poi, nella maggior parte dei casi, non c’è nessun controllo e quando il controllo c’è, questo è dissimulato da trucchi e furberie, tali da truffare l’automobilista e farlo incorrere in sanzioni destinate a rimpinguare le casse dei Comuni che se ne impipano di mantenere un regime di ordine costante nella circolazione stradale. Infatti, per contrastare questa vergognosa abitudine (questo è un aspetto degno di lode) i Ministri degli Interni, Maroni del Centrodestra e Minniti del Centrosinistra, hanno diffuso Circolari circostanziate ove si invitano gli agenti del traffico a comportarsi secondo la legge. Cose italiane!... I Tedeschi sanno che nessun agente di Polizia comunale o statale si nasconderebbe in aree private, imboscando le auto e levandosi il copricapo, per rilevare le infrazioni al Codice della Strada. In Germania l’autorità pubblica non frega i cittadini con trucchi e trucchetti come accade in Italia. Gli agenti italiani del traffico dovrebbero offendersi leggendo le Circolari estive del Ministro degli Interni. Invece non si offendono, anzi continuano imperterriti ad elevare contravvenzioni irregolari o fuorilegge, senza alcun rispetto né per i Ministri, né per gli automobilisti. Sanno che in Italia oltre la Circolare non si va. Meriterebbero di essere licenziati in tronco. Gli agenti tedeschi sono invece seri, rispettano le regole e osservano le leggi. Per questo i Tedeschi hanno la certezza che ad ogni divieto non rispettato corrisponderà sicuramente una sanzione. In Germania non esiste il sistema Vergilius come in Italia ove si monopolizzano chilometri e chilometri di autostrada a pagamento. Invece di imporre limiti assurdi, questi signori senza idee dovrebbero approfittare del momento cruciale in cui nei giovani sorge il desiderio di conseguire il patentino di guida. Quello sarebbe il momento utile per incastrare tutti i giovani, a livello nazionale, mediante l'acquisizione del controllo governativo su tutte le Scuole Guida. I programmi dovrebbero essere dovrebbero contenere tutte le nozioni di etica, di diritto e di educazione civica in senso proprio, oltre a quelle teoriche e tecniche di conoscenza del funzionamento degli autovicoli e di guida e il corso dovrebbe durare almeno due anni. Il Governo dovrebbe promuovere la realizzazione di vere e proprie palestre per l'esercizio alla guida in tutte le condizioni atmosferiche, stradali e di traffico. In definitiva approfittare di quel momento per formari cittadini preparati, onesti, educati, rispettosi delle persone e delle leggi, in maniera vsussidiaria rispeto alle carenze educative seguite alla diustruziione della famiflia tradizionale, al venir meno dell'importanza della religione ed alla funzion e degli Oratori, ed alla soppressione del servizio di leva obbligatoprio. Delle imposizioni che l'automobilista italiano è costretto a subire possiamo dire che si tratta di vessazioni, di abusi, realizzati dalle autorità competenti in combutta con le Società che gestiscono le Autostrade, mascherate dalla prteoccupazione di evitare incidenti mortali. Gli incidcenti si verificano perchè la gente è maleducata, incivile e perchè non sa guidare, E non è con i divieti che si salvano le vite umane. In Germania le autostrade sono gratis. Noi invece le paghiamo salate e ogni anno i pedaggi aumentano, con la connivenza dei Governi. In Germania sulle autostrade è una pacchia: corri quanto ti pare. Devi andare piano soltanto nei tratti dove è prescritto andare piano. I cittadini non subiscono vessazioni, violenze, abusi, persecuzioni, con le polizze assicurative, con le tasse, coi bolli, con le accise. In Germania i cittadini sono trattati da cittadini, ossia da contribuenti che mandano avanti il paese, che pagano le giuste tasse e che provvedono al progresso della nazione. Invece in Italia i cittadini sono mucche da mungere, nemici da mortificare e perseguitare con dinieghi, tangenti, rifiuti, negazioni, silenzi, bugie. Infine, in Germania, chi vince le elezioni, va al Governo e governa, fosse anche un neo-nazista e non esistono disposizioni transitorie nella Costituzione, non esiste l’ANPI e non esiste il reato di apologia del nazismo. Per concludere, tu che sei Italiano, di un popolo così non ti puoi fidare, devi stare attento perché i Tedeschi prima ti impoveriscono, poi ti sottomettono, poi ti schiavizzano ed infine ti fregano tutto quello che hai, come individuo e come nazione. La Francia non è da meno. Basta andare al Louvre per vedere tutto quello che ci hanno rubato nei “Saecula saeculorum. Amen”.


 

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