Questo sito utlizza cookie. Consulta Privacy policy e Norme generali ACCETTA cookies minimi per navigare.

  Registrati | Profilo Personale | Norme Generali | Clubartespressione | Privacy

Girotondi e girotondini

      

   

Editoriali

 Registrazione Tribunale di Rieti n. 5 del 07/11/2002

 

 

Articolo di:

C. SARCIA'


Replica ad una lettera sulla storia dei girotondi e sulla loro utilità sociale

 

Stampa agevole

Invia questa pagina ad un amico

Nessun file da scaricare

Torna all'indice

 

 

2002-2022 Tutti i diritti riservati

Nanni Moretti


Lettere

Girotondi e girotondini

Replica ad una lettera sulla storia dei girotondi e sulla loro utilità sociale

(Rieti, Feb 21 2004 12:00AM) (il Giornale del 21 febbraio 2004, Giulio Roder). I girotondini hanno illustri antenati. Nella risposta a un lettore avete ricostruito la cronaca dei girotondini. Ma i girotondini sono tosti: oltre ai parenti di prima e seconda generazione essi vantano una genealogia storica di tutto rispetto. Il primo riferimento storico risale (secondo Antonio Socci?) a Dostoevskij che mette in bocca al grande inquisitore queste parole: “Noi organizzeremo la loro vita come un gioco di bimbi con canzoncine, cori, danze innocenti”. Il riferimento storico, direi “letterale”, è leggibile in “Nietzsche e la filosofia” ed. Einaudi, 1962, dove a pagina 289 Gilles Deleuze scrive: “Marx, Hegel e Nietzsche si danno la mano in un girotondo che celebra il superamento della metafisica e la morte della filosofia”.


La mia replica al dottor Granzotto curatore della rubrica.
Non è la parola “girotondo” che può assegnare origini e valenze storico-filosofiche al movimento dei Moretti e dei Pardi (mi riferisco alla lettera in primo piano de’l Giornale di oggi 21/2/2004). L’accostamento poi fatto dal lettore di Trento, degli odierni ideatori dei ”girotondi” ad alcuni pensatori del passato, mi pare azzardato, specie se guardiamo alla qualità delle idee per cui il movimento è divenuto noto. Le pietre miliari di quella che si vorrebbe fare assurgere a filosofia della resistenza passiva sono infatti altre e di spessore ben più qualificante. Inoltre, la storia è piena di girotondi, ma tutti quasi sempre seri e motivati e soprattutto portatori di esigenze collettive e reali. Nei paesi anglosassoni il sit-in non è altro che un girotondo e, a ben vedere, anche i cortei della “maggioranza silenziosa” erano una forma di girotondo, come pure, gli scioperi della fame dei radicali che, una qualche istanza sociale portavano. Peccato che ci sia una sostanziale differenza con ciò che sta succedendo oggi in Italia: i radicali hanno sempre affermato principi che in fondo, salvo qualche estemporaneità personale, possono essere condivisi da larga parte della società e i cortei della maggioranza silenziosa, per definizione “maggioranza”, non davano spettacolo né strepitavano, ma protestavano in silenzio per registrare un malessere sociale stratificato e trasversale. I girotondini odierni invece non rappresentano la società, né difendono principi di interesse generale; semmai raccolgono una componente minoritaria interna alla sinistra e dibattono soprattutto problemi interni a quella stessa sinistra che è già minoritaria nella politica nazionale, peraltro senza neanche risolvere ciò che li divide, ma facendo carico alla maggioranza di Governo della loro incapacità di interessare il Paese. Piuttosto mi fanno venire in mente i girotondini della prima repubblica, che «si inseguivano correndo intorno al pozzo, con una mano davanti e l’altra dietro». Al popolo veniva detto che stavano inseguendo i mascalzoni, in realtà correvano per non farsi acchiappare. Do you remember? Bye.

 

Inizio

INVIA UN'OPERA

PROFILO PERSONALE

SUPPLEMENTI

 

Pubblicazione

Tesi di Ricerca, Laurea, Master, Dottorato di ricerca.

 

Inserimento opere letterarie, articoli, foto, dipinti,...

Servizio riservato agli utenti registrati

 

Accesso all'area personale

Il servizio consente di modificare le proprie impostazioni personali

  Registrati | Profilo Personale | Norme Generali | Clubartespressione | Privacy

2002-2022 Graffiti-on-line.com

Tutti i diritti di proprietà artistica e letteraria sono riservati.

Registrazione al tribunale di Rieti n. 5 del 07/11/2002.

Consultare le norme generali e la politica sulla privacy.

Proprietario e Direttore responsabile Carmelo SARCIA'

La pubblicazione di articoli, saggi, opere letterarie, tesi di ricerca, ecc. verrà sottoposta alla preventiva approvazione di una commissione tecnica composta di esperti nel ramo nominati dalla Direzione.

Chi siamo | Mappa del Sito | Contattaci | WebMail | Statistiche