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FRA ALTERNE VICENDE PROSEGUE LA MATTANZA

      

   

Foreign Affairs

 Registrazione Tribunale di Rieti n. 5 del 07/11/2002

 

 

Articolo di:

Massimo Iacopi


Gli errori di Zelensky ubriacato dagli armamenti NATO di ultima generazione ricevuti

 

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ZELENSKY CIAO CIAO


Un ulteriore commento sull’Operazione Speciale russa in Ucraina

FRA ALTERNE VICENDE PROSEGUE LA MATTANZA

Gli errori di Zelensky ubriacato dagli armamenti NATO di ultima generazione ricevuti

(Assisi PG, 12/10/2022)

FRA ALTERNE VICENDE PROSEGUE LA MATTANZA

Nel commento del 6 settembre scorso avevo correttamente sottolineato che sul terreno si cominciavano a sentire i segni dell’arrivo delle nuove armi richieste da Zelenskij all’Occidente e che si era creata una apparente situazione di stallo tattico. In effetti, quella che a me appariva allora come una situazione di stallo, in realtà mascherava una acquisita superiorità tattica ucraina che, di fatto, proprio il 6 settembre scorso, ha lanciato una potente controffensiva da Kharkhiv verso Nord ed in direzione di Lugansk, dopo aver sapientemente dissimulato le sue vere intenzioni ai Russi con un forte attacco a sud in direzione di Kherson, iniziato ai primi di settembre. In effetti, il servizio informazioni russo é caduto nella trappola e lo Stato Maggiore di Mosca ha fatto spostare buona parte delle sue forze e delle riserve dal fronte nord verso Kherson, sguarnendo, di fatto, il fronte Nord e creando le migliori condizioni per la controffensiva ucraina. Lo svolgimento delle operazioni ha evidenziato la quasi completa sorpresa delle forze di Mosca, che, non solo non sono state capaci di opporsi al contrattacco di Kyev, ma hanno persino evidenziato pericolosi cedimenti nel morale delle truppe, che, nella fuga, hanno abbandonato sul campo, intatti, ingenti quantità di materiali (carri, cingolati, rifornimenti, munizioni, ecc.). Le forze ucraine, in questo mese di controffensiva, dopo aver liberato tutto il territorio a nord di Kharkhiv (che rappresentava una minaccia da nord sul fianco sinistro del fronte ucraino), sono avanzate in direzione di Lugansk, occupando le località di Izyum e di Lyman (in quest'ultima località hanno catturato molti prigionieri), due località strategiche da un punto di vista logistico (centri ferroviari) e la probabile prossima riconquista di Kupiansk, dovrebbe determinare la quasi completa separazione, da un punto di vista fisico e logistico, del fronte russo nord da quello del sud. La dichiarazione russa della mobilitazione parziale, segnala, con tutta evidenza, che i Russi hanno accusato il colpo e che cercano in questo modo di “tamponare” con nuove forze, fresche ma non addestrate, la situazione di grave inferiorità, prodottasi sul fronte nord. Corrono voci che i Russi abbiano già perso dall'inizio del conflitto oltre 60 mila uomini ! Una vera tragedia, se pensate che il contingente iniziale era di meno di 200 mila uomini (circa un terzo delle forze), decisamente ben oltre le perdite subite nella loro decennale fallita avventura in Afghanistan. Un altro aspetto che conferma che le cose per i Russi non stanno andando per il verso giusto é rappresentato dalle numerose rappresaglie lanciate con missili sugli abitanti e sulle infrastrutture civili dell'Ucraina, una ferocia inutile - segno di una reazione, per molti aspetti “infantile”, alle sconfitte subite durante la controffensiva (atteggiamento che si é ingigantito dopo l'attentato al vitale ponte di Kertch in Crimea) -, ma anche dal ripetersi delle minacce di impiego dell'arma nucleare tattica, già profferite al termine della fallita prima fase dell'operazione nel marzo u.s.. La situazione generale non appare confortante, anche perché Putin, dopo l'improvvido ed illegale referendum nelle zone militarmente occupate, si trova stretto da crescenti critiche, non solo provenienti dall'interno del potere, ma anche da quelle che cominciano a salire dalla popolazione che non sembra aver ben accolto il provvedimento di mobilitazione parziale. Rimango comunque convinto che gli USA non stiano facendo nulla per cercare una via d'uscita onorevole dalla guerra per Putin e che continuino a condurre una guerra di usura contro la Russia, praticamente a costo zero (a parte gli aiuti militari alla Ucraina) e per interposta persona, senza curarsi minimamente (meglio direi: fregandosene) dei problemi, dei danni e dei costi, che ricadono soprattutto sui suoi alleati europei (qui di nuovo l'UE e la Von der Leyen sono sul banco degli accusati) ed i pesanti sospetti connessi con gli attentati alle pipelines Nord Stream 1 e 2 sembrano confermare la mia ipotesi. In ogni caso, una situazione che, credo, specie per noi, non potrà durare a lungo !


Massimo Iacopi

 

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