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“SONO UN PEZZO DI MERDA”

      

   

Editoriali

 Registrazione Tribunale di Rieti n. 5 del 07/11/2002

 

 

Cronaca di:

C. SARCIA'


Lo avrebbe detto ai CC lo stesso “volontario” della Segreteria reatina del sen. Cicolani

 

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Sig. Francesco Orlando alias lupo cattivo


La dichiarazione choc al momento dell’arresto

“SONO UN PEZZO DI MERDA”

Lo avrebbe detto ai CC lo stesso “volontario” della Segreteria reatina del sen. Cicolani

(Rieti, 19/09/2011)  

Campoloniano, sabato 17 settembre 2011, ore 19.00. Scatta la trappola dei Carabinieri del Nucleo Operativo di Rieti. Due settimane di intensa preparazione, lo spiegamento calcolato di uomini e mezzi e termina così, con le manette ai polsi, la lunga “libera uscita” del maresciallo in congedo dell’esercito Orlando Francesco, noto su facebook come “lupo cattivo”. Iniziata circa quaranta anni fa tra giuramenti, fanfare e bandiere spiegate. Conclusa oggi, a Campoloniano, con le manette ai polsi, dopo una fugace apparizione nelle anticamere del potere politico cittadino.

In questi casi si dovrebbe avere pietà di uno che al momento dell’arresto si è definito “pezzo di merda”. Cosa dire dei genitori della bambina appena quattordicenne adescata dal sessantunenne al Carefur di Viale Maraini? Bisognerebbe avere pietà e comprensione soprattutto per la moglie, per i figli, per i nipoti e per i consuoceri. Non vorrei stare nei loro panni, improvvisamente divenuti parenti di un uomo sbattuto sulle prime pagine dei quotidiani per un fatto poco esaltante. Un personaggio,  “lupo-cattivo” che loro, tutto sommato, ritenevano un bonaccione, persino un compagno brillante e tutto d’un colpo salito alla ribalta della notorietà in modo tanto sgradevole.

In realtà, l’essersi definito “pezzo di merda” restituisce dignità ad un personaggio che probabilmente non deve essere nuovo a questo genere di “passatempi”, a quanto adombrano i quotidiani locali.

Viene da chiedersi se si è trattato della debolezza di un momento o se l’uomo abbia dedicato tutta la sua vita a mentire. Gli amici che andavano a trovarlo presso la segreteria del sen. Cicolani ne erano fieri. La famiglia, tre figli stupendi, ne era orgogliosa. I compagni di calcetto e tennis tifavano per lui. Il senatore Cicolani gli aveva affidato la segreteria reatina di Forza Italia prima e del Popolo delle Libertà dopo.

Cos’è mai successo allora nella mente del sessantunenne ex militare di origini avellinesi?

Negli  anni di   “volontariato” passati presso la Segreteria del sen. Cicolani il sedicente “lupo cattivo” forse stava cercando, come del resto hanno fatto tanti altri militari di Rieti, di scalare i picchi del potere politico locale. Il senatore lo esclude: “ “Era un volontario, non aveva responsabilità politiche.” In ogni caso, si sarebbe trattato di una aspirazione legittima che, dopo la scoperta dei Carabinieri, probabilmente non avrà più seguito. Come definire dunque “lupo cattivo”? Per quello che emerge dalle cronache, un baby pensionato  che, a giudicare dal tipo di automezzo sul quale è stato tratto in arresto dai militi,  il cui prezzo fa accapponare la pelle (un SUV BMV ), probabilmente arrotondava la modesta pensione militando come “volontario” della politica, che da incalito sportivo frequentava attivamente i campi di calcetto e di tennis e nel tempo “libero” si trastullava su facebook alla ricerca di bambine quattordicenni da irretire con la promessa di un cellulare di ultima generazione (touch screen) rincorrendo i desideri repressi di un adolescente cresciuto forse  troppo in fretta.


 

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